martedì 11 novembre 2014

Sogno o realtà? Il mio viaggio in California

Ci sono posti magnifici al mondo; ci sono posi che ti cambiano la vita, posti dai quali non vorresti più allontanarti. E poi ci sono posti che vanno oltre qualsiasi classificazione; che sembrano far parte di un altro mondo, di un mito o di un sogno. Ci ho pensato a lungo prima di imbarcarmi su un aereo diretto in California: andare in America!? Ma ci vuole davvero così poco? Due documenti, un aereo, qualche dollaro e puff posso essere là?!? Ok, mi fido: parto!

Come ogni sogno che si rispetti però, bisogna sudare per realizzarlo: ore e ore di aereo, due scali con rischio overbooking, interrogatori e sbirciate dentro agli zaini, nausea e un'ora di ritardo. Ma superata questa odissea, eccoci a San Francisco!

Non c'è nulla da fare: mi guardo intorno e capisco di essere molto lontana da casa, ma non riesco ancora a credere di essere in America. Eppure lei è lì, intorno a me: ricordo il giro in macchina giù per Lombard Street

i donuts e il caffè, 

ricordo le foto rubate al tempio cinese e la signora della fabbrica dei biscotti della fortuna che ci scaccia in malo modo. Il Pier 39

e i simpaticissimi leoni marini

e la passeggiata di sera al parco (ma che freddo era? Vedi? Non ero in California! Fa caldo in California!).

Ricordo una mia mano appesa sul bordo di un cable car e l'altra che tenta di scattare foto per immortalare il momento.

E poi, come dimenticarlo? Il ponte!

Il giro in bicicletta sul Golden Gate: il freddo, la fatica e il ritorno in battello sfiorando Alcatraz. 

E poi non ero sola! Altre 14 persone hanno condiviso questa avventura con me e possono confermare che era tutto vero! 15 persone diversissime le une dalle altre, per gusti, per carattere, per stile di vita, ma che, pur con motivazioni altrettanto diverse, scelgono una destinazione comune.

Ed è tutti insieme che si lascia San Francisco; tristi al pensiero che la prima tappa sia già stata superata, ma con una gran voglia di scoprire cosa ci aspetta dopo. E dopo ci aspetta una strada lunghissima, che corre tra terra e mare;

nella mia memoria si sovrappongono i vari paesaggi attraversati. Indimenticabile, Carmel by the Sea: un paesino nascosto, in cui ogni casa sembra uscita da una fiaba di folletti.

E la vista sull'oceano, mozza il fiato!

Noi però non possiamo fermarci, dobbiamo scendere. Il Big Sur ci aspetta. Non è una strada comoda; sei immerso nella natura, le stazioni di servizio sono a chilometri di distanza le une dalle altre.

E quando arriviamo alla fine, stremati, è già notte.
Non possono essere nemmeno i cartelli con la scritta Los Angeles a convincermi che tutto questo sia reale! Eppure i giorni passano e arriva anche lei: la città degli angeli e le spiagge a pochi chilometri. Ed è proprio passeggiando da Santa Monica a Venice Beach che comincio a  realizzare che forse è vero: sembra il set di un telefilm americano, ma non lo è.

Sono in California!
Il giorno dopo, la scritta Hollywood lì, davanti a me; le scatto decine di foto, ma nessuna riesce a trasmettere le sensazioni che provo.

La realtà torna prepotente mentre leggiamo i nomi sulla Walk of Fame. E' stracolmo di gente, ma non si può non notare un caotico gruppo di persone attorno a una stella: è quella di Robin Williams, venuto a mancare proprio in quei giorni.

Dal lusso sfacciato delle strade di Beverly Hills, ai matrimoni sulla spiaggia, dal caldo torrido del parco desertico di Joshua Tree, ai 2000 metri raggiunti in funivia.

Il nostro viaggio si conclude con una cena sulla spiaggia di San Diego. Saluto il mio ultimo tramonto californiano; ma non sono triste, perché non è un addio, solo un arrivederci.
Perché adesso so che non è stato un sogno, è stato tutto incredibilmente vero.




Nessun commento:

Posta un commento